Sai riconoscere un integratore di qualità?

ECCO ALCUNI CONSIGLI…

Assodato il fatto che l’uso di integratori, se gestito nella maniera corretta a seconda delle specifiche necessità, non è banale cercare di capire come si può scegliere il giusto integratore.

Sotto alcuni punti di vista è importante sviluppare un buon occhio critico, capire quali potrebbero essere le caratteristiche positive di un prodotto rispetto ad un altro o quali invece i difetti.

Se un integratore alimentare è essenziale per colmare quelle carenze nutrizionali che non riusciamo a coprire esclusivamente attraverso i cibi, viene da sé pensare che esso debba essere il più naturale possibile. Il nostro corpo deve essere in grado di assimilarlo al meglio e per fare questo non deve contenere agenti estranei.

Spesso si associano erroneamente gli integratori ai farmaci, e si pensa che come questi, essi debbano essere presi esclusivamente per brevi periodi di tempo. A differenza di quello che la maggior parte delle persone pensano, gli integratori non sono farmaci . Gli integratori non sono altro che “cibo concentrato”, cosa significa? Lo scopo di questi prodotti è quello di fornire al corpo quelle sostanze nutrizionali che solitamente apportiamo con la dieta. E come per ogni cosa, anche nella scelta di questi, è fondamentale la buona qualità!

Tre sono gli aspetti da considerare:

1) Il prezzo – occorre riferirsi sempre alla dose mensile, non al costo della confezione. La quantità  può esprimersi in numero di pezzi (per esempio 30 capsule che durano 30 gg se la posologia è di una capsula al giorno) o nel principio attivo (se devo assumere 500 mg di vitamina C al giorno, devo usare 5 capsule di un integratore con 100 mg di vitamina C per capsula).

2) La quantità – il principio attivo, cioè la quantità di sostanza avente l’effetto fisiologico indicato, contenuta nel prodotto. Il termine principio attivo indica una sostanza che possiede una certa attività biologica, includendo tutte le sostanze dotate di effetto terapeutico(farmaci), benefico (vitamine, probiotici) o tossico (veleni). I principi attivi possono essere sintetici , è il caso della maggior parte dei farmaci , semisintetici, come per esempio l’aspirina (acido acetilsalicilico), o naturali, per esempio alcaloidi ed estratti da piante usate nella medicina tradizionale o in fitoterapia. I principi attivi costituiscono la parte farmacologicamente attiva dei medicamenti, che sono formati anche dagli eccipienti.

I principi attivi infatti non sono presenti nella medesima quantità in tutti i prodotti in commercio. Il titolo non è altro che la quantità, espressa in percentuale, del principio attivo più significativo di quel prodotto; la standardizzazione assicura che in ogni capsula/compressa/tavoletta ci sia la stessa quantità di principio attivo. E’ importante non lasciarsi fuorviare dai prezzi dei prodotti e verificare la quantità di principio attivo contenuta. Spesso prezzi troppo bassi sono indice di bassa titolazione.
La quantità deve essere sempre valutata con attenzione. Assumere infatti un quantitativo inferiore a quello necessario al fabbisogno (ad esempio, indicato dalla RDA), potrebbe diminuire gli effetti benefici dell’integratore.

3) La facilità d’assorbimento – a seconda del prodotto, il principio attivo può essere assorbito in percentuale più o meno alta. Un buon integratore alimentare contiene la forma più biodisponibile della sostanza nutritiva, in modo da assicurarne l’assimilazione nelle giuste concentrazioni. Spesso la sinergia di più componenti facilita l’assimilazione  e migliora gli effetti terapeutici.  Il nostro metabolismo funziona come una vera e propria macchina e come in ogni macchina che si rispetti, le prestazioni dipendono dal giusto funzionamento di ogni sua parte. Per questo motivo è fondamentale che l’integratore sia ben bilanciato e proporzionato tra i suoi diversi componenti, in modo tale che il suo effetto sia ottimale.